Il mercato delle farmacie e le galline di Baudelaire
"La campagna è quello strano posto dove le galline vanno in giro crude"
La prima volta che ho letto l’aforisma ho riso per cinque minuti
Potrebbe sembrare fuori contesto. Cos’hanno a che fare le galline con il mercato delle farmacie? Nulla naturalmente.
La prima volta che ho letto questo aforisma di Baudelaire ho riso perché mi è subito venuto in mente l’uomo di città dei giorni nostri, per il quale la campagna è uno strano posto e le uniche galline che conosce sono quelle spennate, o addirittura già cotte e confezionate, strette nei vassoi di plastica al supermercato.
È stato un riso amaro. Ed è triste, ma riflette qualcosa di molto reale: abbiamo perso la percezione delle cose “vere”, quelle che non passano da un filtro, quelle che esistono nella loro forma autentica.
Vere come le galline “crude” che razzolano liberamente nell’aia.
Il mercato delle farmacie: un parallelo concreto
Per fare un parallelo con il mercato delle farmacie, negli ultimi tempi — anche grazie alla maggiore visibilità di Pharmascout — ricevo con frequenza telefonate da sedicenti broker o intermediari che dichiarano di rappresentare fondi d’investimento o gruppi interessati ad acquisire decine di farmacie. Tuttavia, a seguito di verifiche, nella quasi totalità dei casi si tratta di soggetti abusivi.
Ce ne sono davvero molti, soprattutto di recente e se sei un titolare di farmacia probabilmente hanno già chiamato anche te.
Molti — non tutti — mi chiamano e si presentano in modo poco professionale: chiedono subito quante farmacie in vendita ho in portafoglio, vogliono elenchi, ubicazioni, prezzi, e propongono immediatamente il loro ruolo di intermediari, non capendo che l’intermediario …sono io.
A quel punto, con un paio di domande, diventa abbastanza chiaro che non conoscono le dinamiche specifiche del settore.
Se non ho tempo di approfondire, chiudo la conversazione – spesso suscitando la loro sorpresa – dichiarando semplicemente che non sono interessato. In alternativa, pongo una domanda diretta: se abbiano già gestito compravendite di farmacie e chiedo una loro visura camerale per controllare la loro abilitazione. A quel punto, nella maggior parte dei casi, scompaiono; quando invece tentano di rispondere, le informazioni sono quasi sempre negative o evasive. Del resto, non sorprende: i veri professionisti abilitati che operano nel settore sono pochi e da me ben conosciuti.
In questo contesto, appare evidente che non ha molto senso che un investitore che intende acquistare farmacie – e investire capitali importanti – si affidi a figure generiche, magari attive nel settore immobiliare residenziale o comunque lontane da questo ambito specifico.
Nel mercato esistono realtà specializzate esclusivamente nella compravendita di farmacie, ed è lì che normalmente si concentrano competenze ed esperienza reale.
Lo dico con onestà: potrei sembrare antipatico nel sottolinearlo, ma questo è un settore tecnico e particolare. Trattare immobili non è la stessa cosa che gestire cessioni d’azienda o quote societarie, e ancor meno lo è nel caso specifico delle farmacie.
Io stesso, pur avendo tutte le abilitazioni che servono per legge, non saprei vendere un appartamento, non mi interessa e non ci provo nemmeno. Nel caso, lascio fare a chi lo sa fare. Ad ognuno il suo mestiere.
Il mercato delle farmacie: percezione e realtà
Il problema è che, nell’immaginario collettivo, le farmacie sono sempre state considerate attività sicure e altamente redditizie.
Negli ultimi anni, anche a seguito del periodo Covid-19, questa percezione si è ulteriormente rafforzata, non sempre in modo realistico.
A questo si aggiunge un altro elemento: fino al 2017 le farmacie erano riservate esclusivamente ai farmacisti, contribuendo a creare un’aura di esclusività attorno al settore.
Il risultato è che si avvicinano al mercato soggetti che non ne conoscono le dinamiche reali e che spesso ne hanno una visione distorta.
È vero che una farmacia ben gestita può essere un ottimo investimento. Su questo non ci sono dubbi.
Ma questo non significa che tutte le farmacie siano uguali o che rappresentino automaticamente un buon affare.
Esistono differenze sostanziali: alcune farmacie sono solide, altre sono tecnicamente in difficoltà, alcune sono sopravvalutate rispetto ai loro fondamentali.
Ci sono anche differenze importanti tra operazioni strutturate come cessioni di quote societarie e cessioni di rami d’azienda.
Non tutte le farmacie sono adatte ai grandi investitori. Ma ciò che non è interessante per un gruppo non è necessariamente “da scartare”: può rappresentare invece un’ottima opportunità per un farmacista privato che desidera mettersi in gioco in prima persona.
Un rischio concreto per chi compra e per chi vende
Ed è proprio qui che si inserisce il punto più delicato.
Affidarsi a mediatori non qualificati può esporre sia chi compra sia chi vende a rischi concreti.
Chi vende può non valorizzare correttamente la propria farmacia o affidarne la gestione a soggetti non in grado di condurre una trattativa complessa. Chi acquista, invece, può trovarsi di fronte a operazioni presentate come opportunità, ma non adeguatamente analizzate né pienamente comprese; tuttavia, se si tratta di un gruppo strutturato e di dimensioni rilevanti, queste criticità vengono generalmente colmate grazie al supporto di un team di professionisti. In questo scenario, il soggetto più ebole che rischia di rimanere realmente solo e privo di adeguata tutela è proprio il titolare che ha deciso di vendere.
In entrambi i casi, il rischio è quello di prendere decisioni importanti basandosi su informazioni incomplete o su valutazioni non affidabili.
Ed è in questo senso che torna utile l’immagine delle galline di Baudelaire: qualcosa che appare pronto, definito, confezionato… ma che in realtà non lo è.
Infine
Il mio consiglio è semplice: informarsi, fare domande, chiedere visure camerali e soprattutto affidarsi a persone che conoscono davvero il mercato delle farmacie e che lavorano quotidianamente su questo tipo di operazioni.
Se volete, potete anche leggere cosa mi è successo anche qui.
Questo è anche lo spirito dell’Osservatorio farmacie e degli articoli pubblicati: offrire uno sguardo il più possibile vicino alla realtà del mercato.
Diversamente, il rischio che si corre, è quello di vedersi proporre e consigliare da qualcuno l’acquisto di qualcosa che, lui stesso, non conosce.
In altre parole, qualcuno, un bel giorno, potrebbe proporti la vendita o l’acquisto di una bellissima farmacia “cruda”.
Cruda come le galline di Baudelaire.
Articolo a cura di: Achille Bonzini
Intermediario specializzato nella compravendita di farmacie e analisi del mercato farmaceutico.
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FAQ - Mercato delle farmacie: rischi, falsi intermediari e come tutelarsi davvero
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