Menu
Come scegliere il mediatore per la vendita di una farmacia
guida completa alla compravendita di farmacie
“L’intermediazione professionale non è un costo, ma un investimento."
Vuoi vendere o comprare una farmacia? Ecco perchè scegliere un buon mediatore
La compravendita di farmacie è un’operazione complessa che va ben oltre una normale trattativa commerciale. Vendere una farmacia significa cedere un’azienda – o una società – con rilevanti implicazioni umane, economiche, fiscali, normative e patrimoniali. In questa complessa operazione, scegliere il giusto professionista per l’intermediazione della propria farmacia è fondamentale per:- tutelare il valore dell’attività
- garantire riservatezza
- concludere la trattativa in modo sicuro ed efficace
Il ruolo del mediatore nella compravendita di farmacie
Nel mercato delle farmacie in vendita, il mediatore non è un semplice intermediario, ma un professionista strategico. L’attività del mediatore è regolata dagli articoli che vanno dal numero 1754 al 1765 del Codice Civile e dalla Legge 39/1989, e consiste nel “mettere in relazione due o piu’ parti per la conclusione di un affare senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza” (Art.1754 c.c.), garantendo correttezza, trasparenza e sopratutto imparzialità. Nell’intermediazione di farmacie, un mediatore qualificato:- analizza bilanci, dati economici e potenzialità
- effettua una valutazione realistica della farmacia
- seleziona acquirenti realmente qualificati
- gestisce trattative e negoziazioni
- coordina gli aspetti burocratici e documentali
- coordina commercialisti, avvocati e notaio
- segue l’intero iter fino a rogito e autorizzazioni sanitarie
Perché la specializzazione nella compravendita di farmacie è fondamentale
Nel settore delle farmacie in vendita, la specializzazione è un fattore decisivo. La compravendita di farmacie presenta caratteristiche uniche:- normativa sanitaria e amministrativa complessa
- vincoli autorizzativi (ATS/ASL)
- dinamiche di mercato specifiche
- forte necessità di riservatezza
- il reale valore di una farmacia e i parametri per determinarlo
- il mercato locale e nazionale e la normativa di riferimento
- consuetudini e logiche d’acquisto di farmacisti ed operatori del settore
- le criticità tipiche delle trattative
Abilitazione: requisito obbligatorio per l’intermediazione
Un aspetto cruciale nella scelta del mediatore riguarda l’abilitazione. Per poter esercitare l’attività di intermediario, e quindi anche per la mediazione nella compravendita di farmacie, è obbligatorio:- aver frequentato un corso abilitante riconosciuto
- aver superato un esame presso la Camera di Commercio
- essere iscritti come Agenti d’Affari in Mediazione
- è un abusivo
- non ha titolo per svolgere intermediazione
- commette il reato di esercizio abusivo della professione, trattandosi di un’attività professionale regolamentata dallo Stato l’Articolo 348 del codice penale che recita: (Art 348 c.p.) Esercizio abusivo di una professione. “Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale é richiesta una speciale abilitazione dello Stato é punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.”
Assicurazione obbligatoria: una garanzia concreta
Un mediatore che si occupa di intermediazione di farmacie – o in qualunque altro settore – oltre all’abilitazione deve stipulare una polizza assicurativa professionale obbligatoria. Questa tutela serve a:- coprire eventuali errori o omissioni
- proteggere il cliente
- garantire maggiore sicurezza nella trattativa
Ecco perché l’intermediazione professionale non è un costo, ma un investimento.
Riservatezza e gestione delle informazioni nella vendita di una farmacia
Nella vendita di una farmacia, la riservatezza, inoltre, non è un aspetto accessorio, ma un elemento strategico determinante per il buon esito dell’operazione. La diffusione incontrollata d’informazioni può compromettere seriamente la stabilità dell’attività e ridurne il valore sul mercato. Una gestione non professionale delle informazioni – e la conseguente fuga di notizie – può infatti generare effetti negativi concreti:- Destabilizzazione del personale. Se i dipendenti vengono a conoscenza della possibile vendita, possono temere per il proprio futuro lavorativo e iniziare a cercare nuove opportunità, inviando curriculum ad altre farmacie della zona. Questo comportamento non solo crea discontinuità operativa, ma contribuisce anche ad alimentare e confermare le voci incontrollate sulla cessione.
- Perdita di fiducia della clientela. I clienti, percependo incertezza, potrebbero rivolgersi ad altre farmacie limitrofe per timore di cambiamenti nella gestione, nel servizio o nella continuità dell’attività.
- Vantaggio competitivo per la concorrenza. Le farmacie concorrenti possono sfruttare il momento di debolezza per intercettare clientela, rafforzare la propria posizione sul territorio o influenzare negativamente sul mercato la percezione della farmacia in vendita.
- Riduzione del valore della farmacia. Se la trattativa per la vendita si prolunga nel tempo e circolano indiscrezioni, possono nascere dubbi sulla solidità economica dell’attività, generando sospetti e “malelingue” che incidono direttamente sul prezzo e sulle condizioni di vendita.
- Seleziona con attenzione gli interlocutori. Individua e coinvolge solo potenziali acquirenti che offrano adeguate garanzie economiche e affidabilità personale, evitando perdite di tempo e rischi inutili.
- Condivide le informazioni in modo controllato. I dati sensibili vengono trasmessi esclusivamente a soggetti qualificati (professionisti o acquirenti selezionati) e solo previa sottoscrizione di accordi di riservatezza (NDA Non-Disclosure Agreement).
- Gestisce e protegge ogni fase della trattativa. Accompagna le parti dal primo contatto fino alla conclusione dell’operazione (rogito notarile e delibera dell’ATS), garantendo imparzialità, controllo, discrezione e continuità.
Come scegliere il mediatore giusto per vendere una farmacia
La scelta del mediatore per la vendita di una farmacia è un passaggio decisivo. Non tutti i professionisti offrono le stesse garanzie, ed è quindi fondamentale effettuare verifiche precise prima di affidare un incarico. Ecco i principali criteri da considerare:- Abilitazione professionale ufficiale. È importante controllare e richiedere al mediatore una visura camerale, da cui deve risultare l’iscrizione come Agente d’Affari in Mediazione nella sezione “Agenti immobiliari”. Nel caso di cessione di quote societarie, è necessaria anche l’iscrizione alla sezione “Servizi vari”. Il codice ATECO di riferimento è 68.31.00 (“Attività di servizi di intermediazione per attività immobiliari”) – le ultime due cifre possono variare – ed è verificabile sempre dalla visura camerale. Questa verifica è essenziale per evitare soggetti abusivi e che non operano nel rispetto della normativa.
- Esperienza specifica nella compravendita di farmacie. Il settore specifico della farmacie ha logiche, normative e dinamiche proprie: è fondamentale che il mediatore le conosca e abbia esperienza concreta in questo tipo di operazioni.
- Conoscenza del mercato e portafoglio clienti.
Un professionista qualificato deve avere accesso a un network di potenziali acquirenti, tra cui:
- farmacisti privati
- gruppi imprenditoriali
- catene di farmacie
- Metodo di lavoro strutturato.
È importante comprendere come il mediatore intende operare nella:
- gestione della riservatezza
- selezione degli acquirenti
- modalità di collaborazione con altri professionisti (commercialisti, avvocati, notaio) Un approccio organizzato è sinonimo di affidabilità e controllo del processo.
- Copertura assicurativa professionale obbligatoria. Il mediatore deve essere in possesso di una polizza assicurativa professionale. È consigliabile richiederne gli estremi: rappresenta una tutela concreta per il cliente in caso di errori o responsabilità professionali.
- Promette risultati immediati senza condurre un’analisi adeguata e valuta la farmacia applicando un semplice moltiplicatore standard sul fatturato, ignorando le numerose variabili che incidono concretamente sul suo valore: la posizione (urbana o rurale), il potenziale di crescita, le caratteristiche dei locali, lo stato degli arredi, l’ampiezza degli spazi espositivi e le performance economiche. Un approccio di questo tipo suggerisce una visione approssimativa, come se tutte le farmacie fossero equivalenti, quando invece ogni attività presenta peculiarità specifiche che richiedono una valutazione accurata, approfondita e su misura.
- Non è trasparente sulla propria posizione professionale ed evita o ostacola la richiesta di una visura camerale, arrivando talvolta a mostrarsi infastidito o evasivo. In altri casi si presenta come “referente” o incaricato di qualche organizzazione e magari esibendo un biglietto da visita privo dei dati identificativi della struttura per cui dichiara di operare. Un comportamento di questo tipo è un chiaro segnale di allarme: oltre alla mancanza di trasparenza, viene meno anche un principio fondamentale della mediazione, ovvero l’imparzialità. Un soggetto che agisce per conto di una parte farà gli interessi di quest’ultima e, quindi, non può essere considerato un vero mediatore, con un evidente conflitto di interessi e senza le garanzie previste dalla legge per una mediazione corretta, indipendente e sopratutto imparziale.
- Si accontenta di percentuali irrisorie o incarichi di breve durata, questo può sembrare un vantaggio, ma spesso è un segnale negativo. Chi propone o accetta compensi bassi o incarichi di breve durata tende a privilegiare la rapidità rispetto alla qualità del lavoro. Questo approccio può tradursi nel coinvolgimento indiscriminato di potenziali acquirenti, senza un’adeguata selezione, con il rischio concreto di compromettere la riservatezza dell’operazione pur di “arrivare prima” degli altri mediatori suoi concorrenti. In altri casi, riflette superficialità ed una sottovalutazione della complessità della vendita di una farmacia: considerarla un’operazione semplice significa non dedicarle il tempo, l’analisi e l’impegno necessari per ottenere il miglior risultato possibile.
- Opera senza un incarico di mediazione o senza tutele formali e si presenta in maniera amichevole e “disponibile”, sostenendo di non richiedere impegni per lasciare il venditore libero, quasi fosse un favore. In realtà, questa apparente disponibilità nasconde spesso l’impossibilità di operare formalmente, perché privo dei requisiti per ricevere incarichi di mediazione in quanto soggetto abusivo. In altri casi, propone formule alternative – come incarichi di consulenza, procacciamento d’affari o altri accordi atipici – che lo pongono al di fuori del perimetro legale della mediazione. Così facendo, i suoi clienti si trovano privi delle tutele, delle garanzie e delle responsabilità previste a loro favore dalla normativa, e si espongono a rischi concreti durante tutte le fasi della trattativa.
- Chiede e ritira bilanci ancor prima di aver ricevuto l’incarico, sostenendo che si tratti di documenti pubblici. Ciò non è corretto: sono pubblici esclusivamente i bilanci di Srl e Spa. Questo comportamento rappresenta un chiaro segnale di scarsa affidabilità oltre a configurare una potenziale violazione della privacy. Infatti senza consenso non può detenere né, tanto meno, consegnare ad altri i vostri documenti riservati, nemmeno per consentire a potenziali acquirenti di effettuare le necessarie verifiche ai fini di una trattativa.
Conclusione: scegliere il giusto mediatore fa la differenza
Nel mercato della compravendita di farmacie, scegliere il giusto professionista non significa solo trovare qualcuno che metta in contatto le parti o che offre una consulenza di altro tipo. Significa affidarsi a un esperto in intermediazione di farmacie, abilitato, assicurato e specializzato, capace di:- proteggere il valore della farmacia
- garantire riservatezza
- gestire ogni fase con competenza
Articolo a cura di: Achille Bonzini
Intermediario specializzato nella compravendita di farmacie e analisi del mercato farmaceutico.
Attenzione: La lettura e l’uso dei contenuti di questo articolo implicano l’accettazione delle condizioni indicate nella pagina “Avvertenze” di questo sito. – Vai alle Avvertenze
FAQ – Domande frequenti sulla vendita di una farmacia
Per scegliere il mediatore per la vendita di una farmacia è fondamentale verificare abilitazione, esperienza specifica nel settore, conoscenza del mercato e presenza di una polizza assicurativa professionale. È inoltre importante valutare il metodo di lavoro e la capacità di gestire riservatezza e trattativa.
Sì, per legge il mediatore deve essere abilitato e iscritto come Agente d’Affari in Mediazione presso la Camera di Commercio. Chi opera come mediatore senza abilitazione esercita abusivamente la professione.
Affidarsi a un consulente non abilitato all’intermediazione espone a rischi legali, perdita di riservatezza, valutazioni errate e trattative gestite in modo inefficace. Inoltre, manca l’obbligo di imparzialità e la copertura assicurativa prevista per legge per i mediatori professionisti abilitati.
La compravendita di farmacie ha caratteristiche specifiche, tra cui normativa sanitaria, autorizzazioni e dinamiche di mercato particolari. Un mediatore specializzato in questo settore conosce queste variabili e gestisce la trattativa in modo più efficace e sicuro.
La riservatezza è fondamentale perché la diffusione incontrollata di informazioni può destabilizzare personale, clientela e avere un impatto negativo sul valore dell’attività. Un mediatore professionista gestisce i dati in modo controllato e li condivide solo con acquirenti controllati e selezionati.
Sì, un mediatore esperto non si basa solo sul “moltiplicatore” ma analizza bilanci, pianta organica, logistica, redditività e potenziale dell’attività per definire una valutazione realistica e coerente con il mercato.
CERCA
Indice della pagina
Stai pensando di comprare o vendere una farmacia?
Vuoi ulteriori informazioni sulla figura del mediatore?
Contattami privatamente
PHARMASCOUT è prorpietà di:
Milano P.Iva e C.F. 09550310966 R.E.A. MI-2098123 Cap. Soc. € 10.000,00 I.V.
PHARMASCOUT è prorpietà di:
Milano
P.Iva e C.F. 09550310966
R.E.A. MI-2098123
Cap. Soc. € 10.000,00 I.V.