Moltiplicatore delle farmacie

2020 – Il moltiplicatore delle farmacie.

Un argomento che tutt’ora, non cessa d’incuriosire molti.

“Ogni cosa vale il prezzo che il compratore è disposto a pagare per averla.”
(Publilio Siro)

Ti piacerebbe diventare titolare,
ma qual’è il giusto moltiplicatore delle farmacie?

Avrai notato che ci sono molte inserzioni di farmacie su Pharmascout. Sia inserzioni di ricerca per acquistare che inserzioni di vendita.

Se ci hai già provato sai bene che non ci sono molte farmacie in vendita e che non è facile trovare quella che risponde ai tuoi desideri e al tuo budget, piccolo o grande che sia.

Te ne hanno già presentate alcune ma, una è troppo grande, l’altra è lontana da casa, l’altra ancora potrebbe andar bene ed è l’unica sede in quel grazioso paesino di campagna; ci potresti anche andare a vivere ma non ci sono scuole comode ne altri servizi fondamentali per i tuoi bambini che sono ancora piccoli. Infine l’ultima che ti è stata proposta era tutta da rifare ed era piena di debiti; non ti sei fidato.

Con questo non voglio dire che su Pharmascout sicuramente troverai la farmacia dei tuoi sogni, ma di certo poter scegliere tra tante inserzioni è meglio che dover scegliere tra poche.

Ma, anche se avessi trovato quella dei tuoi sogni, qual’è il moltiplicatore delle farmacie che viene applicato in questo periodo, dicembre 2020?

Il primo consiglio che ti posso dare

Il primo consiglio che ti posso dare è quello di cercare di farti un’idea del mercato e, in questo, spero che l’Osservatorio farmacie di Pharmascout ti possa essere d’aiuto, inoltre se fossi in te chiederei anche a qualcuno del mestiere che il mercato lo conosce.

Non seguire le voci e le chiacchiere di quelli che sanno tutto o che sparano cifre a caso, solo per fare bella figura.

Una delle prime domande che immancabilmente salta fuori fin dai primi colloqui nelle trattative è quella sul moltiplicatore delle farmacie.

Il famoso moltiplicatore che dovrebbe esprimere il valore della farmacia in base al suo volume d’affari.

Il moltiplicatore delle farmacie

Se non lo sai già, ti do una notizia, il moltiplicatore è morto e ti spiegherò anche il perché.

E’ sempre stato un po’ acciaccato e negli ultimi anni non era molto in salute, anzi, ultimamente stava sempre peggio, poi, nel 2017, ha ricevuto il colpo di grazia.

Serve una premessa

Dovrebbe essere noto ormai a tutti gli interessati quello che è successo nel 2017; è cambiata la normativa e questo ha profondamente modificato il mercato delle farmacie. La grande novità consiste nel fatto che la possibilità di essere proprietari di una farmacia non è più ad esclusivo appannaggio dei farmacisti.

Si aprono così, nuovi scenari e possibilità anche per le farmacie “di famiglia” consentendo la partecipazione all’impresa anche a figli del titolare non laureati, parenti o soci e finanziatori esterni.

Diverse società di capitali hanno già acquisito quote, anche totalitarie, di farmacie con l’intenzione di creare catene di farmacie ricalcando alcuni modelli esteri e questo ha sconvolto il mercato con pesanti ripercussioni sulle valutazioni delle farmacie e sulla loro disponibilità.

Il mercato delle farmacie, almeno per quanto riguarda le farmacie delle tipologie e posizionate in zone di interesse per gli investitori, fa registrare un rialzo dei valori medi delle transazioni.

Il moltiplicatore delle farmacie ed i finanziamenti

L’andamento dei valori di mercato delle farmacie, come di qualunque altro bene, è anche condizionato dalla facilità di reperire i capitali per comprarlo.

In generale, più i finanziamenti sono accessibili e più i compratori saranno in condizione di poter acquistare, ne consegue che il bene oggetto di desiderio sarà più facilmente vendibile, tenderà ad essere più raro sul mercato e, quindi,  aumenterà il suo valore commerciale.

In questo momento i tassi d’interesse sono bassi e ciò facilita l’accesso al credito e la sostenibilità delle operazioni, in futuro, però, sono previste probabili restrizioni a vantaggio delle operazioni che sono più strutturate sotto il profilo finanziario.

A proposito, se servissero finanziamenti per comprare una farmacia è possibile rivolgersi a:
Banca IFIS
Farbanca
Credifarma

Riepilogando

Il mercato delle farmacie vede un rialzo della domanda e un relativamente facile accesso al credito con interessi bassi, ecco quindi che si registra un generale aumento dei valori medi delle trattative.

Tutto questo è vero ma lo è ancora di più per alcune tipologie di farmacie, in particolare vale per le farmacie che interessano agli investitori, tipicamente farmacie nei centri urbani o commerciali e con volumi di fatturato medio alti.

La facilità di accesso al credito ha, inoltre, maggiore influenza sul mercato delle farmacie medie e grandi che necessitano di capitali per essere comprate e meno per le piccole rurali per le quali potrebbero, in alcuni casi, addirittura non servire finanziamenti esterni.

Altri fattori che influiscono sulla definizione dei valori sono, per elencarne alcuni e non tutti:

  • il fatto che si proceda ad una cessione di azienda o ad una cessione di quote, anche totali.
  • il fatto che ci siano ammortamenti importanti a bilancio o meno.
  • il fatto che la cessione avvenga a più o meno di cinque anni dall’ultimo cambio di ragione sociale.
  • il fatto che ci siano debiti importanti o meno.

Faccio notare che sto parlando solo degli aspetti economici e finanziari e sto tralasciando, per esempio, l’analisi della pianta organica, la possibilità d’incrementare il fatturato, le caratteristiche della zona e dell’immobile in uso alla farmacia ecc …

Tutti fattori che influiscono notevolmente sulla valutazione.

Il moltiplicatore delle farmacie: un criterio errato

Tutto ciò fa capire quanto diverse siano le farmacie e le loro condizioni una dall’altra e quanto sia approssimativo il vecchio metodo di stima del moltiplicatore delle farmacie che, purtroppo, è stato applicato in modo diffuso negli anni passati, e in alcuni casi purtroppo lo è ancora.

Per chi non lo sapesse, con questo metodo, la valutazione delle farmacie viene semplicemente fatta in base al loro volume d’affari, diviso tra ASL e cassetto, volume sul quale, al netto dell’iva, viene applicato un coefficiente moltiplicativo, il moltiplicatore delle farmacie appunto, per stabilire il valore commerciale dell’impresa e di conseguenza formulare un valore o una richiesta.

Questa tecnica di valutazione poteva avere qualche giustificazione in un periodo di stabilità del mercato e della redditività delle farmacie.

E’ sempre stata una tecnica molto apprezzata per la sua semplicità anche se, come dicevo, piuttosto approssimativa e causa, a volte, di grossi errori di valutazione; errori dei quali alcuni farmacisti pagano pesanti conseguenze ancor oggi.

In linea generale, sostenere che sia giusto applicare il medesimo coefficiente moltiplicatore al giro d’affari di tutte le farmacie, vuol dire mettere sullo stesso piano la farmacia con un bilancio invidiabile e quella che magari è in perdita e ha debiti importanti, oppure, per esempio, equiparare la farmacia posta nel centro di una grande metropoli e la sussidiata magari in un bellissimo, ma isolato, paesino di montagna.

Tutto ciò è sbagliato e penso che non servano altri esempi per spiegarlo.
Ma se qualcuno non fosse d’accordo, sarei felice di sentire il suo parere.

Qual’è la vostra idea? Il moltiplicatore delle farmacie è secondo voi un buon metodo per stabilire il reale valore di compravendita una farmacia?

Attendo vostri eventuali contributi e personali e commenti.

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